Circa 1.000 litri
Appartamenti, seconde case, utenze con solo cottura e acqua calda o consumi molto contenuti.

Tutto quello che conviene sapere prima di installare o sostituire un serbatoio GPL: interrato o fuori terra, quanti litri servono, quali distanze e quali pratiche.
È la prima decisione, e condiziona tutto il resto: costi, tempi di cantiere, distanze di sicurezza e impatto visivo.
Non devi scegliere tu. Lo stabiliamo insieme in sopralluogo, in base a spazio, vincoli e budget: il mio compito è proporti la soluzione giusta, non venderti la più costosa.



Il dimensionamento segue il consumo annuo e la frequenza di consegna sostenibile. Sono ordini di grandezza indicativi: la misura esatta si stabilisce in sopralluogo, valutando anche accessibilità e picchi stagionali.
Appartamenti, seconde case, utenze con solo cottura e acqua calda o consumi molto contenuti.
La fascia più comune per abitazioni, ville e cascine con riscaldamento a GPL.
Aziende agricole, agriturismi, strutture ricettive, laboratori e attività con consumi continui.
Industria: più serbatoi collegati, spesso sopra i 10 m³, anche per accedere alla defiscalizzazione dell’accisa.
La posizione del serbatoio deve rispettare distanze da fabbricati, aperture, confini e fonti di innesco, che variano in base alla capacità e al tipo di installazione. Sopra determinate soglie serve la pratica di prevenzione incendi presso i Vigili del Fuoco, oltre a SCIA, collaudo e messa in servizio.
Sono i punti dove più spesso un preventivo fatto «a occhio» salta: per questo il sopralluogo viene prima del prezzo.



La manutenzione obbligatoria è in capo al proprietario dell’impianto. Quando il serbatoio è ceduto in comodato d’uso dal fornitore, se ne occupa il fornitore stesso; quando è di proprietà del cliente, serve un contratto di manutenzione che garantisca controlli periodici e sicurezza dell’impianto.
Il fuori terra costa meno, si installa spesso in mezza giornata e resta ispezionabile a vista. L’interrato è invisibile, libera spazio e riduce le distanze di sicurezza richieste, ma comporta scavo, letto di posa e costi maggiori. Si decide in sopralluogo, in base a spazio disponibile, vincoli e budget.
Dipende dal consumo annuo e dalla frequenza di consegna sostenibile. Per una casa si va spesso da 1.000 a 3.000 litri; per aziende agricole e industria si sale a 5.000 litri e oltre, fino ai parchi serbatoi. Un serbatoio troppo piccolo costringe a rifornimenti continui, uno troppo grande immobilizza prodotto senza vantaggio.
Con l’indicatore meccanico sul serbatoio, oppure con un sensore elettronico che trasmette il livello a distanza. Con la telelettura non serve più controllare: quando si scende sotto la soglia concordata, di norma il 20–30% del volume, parte l’ordine di rifornimento.
Dipende dalla capacità complessiva dell’impianto e dalla destinazione d’uso. Sopra determinate soglie serve la pratica presso i Vigili del Fuoco, oltre a SCIA e collaudo. Verifico il caso specifico e gestisco l’iter.
Sì, entrambi, e senza impegno. Un prezzo dato senza aver visto accessibilità, distanze di sicurezza, posizione del serbatoio ed eventuali scavi non sarebbe un preventivo serio.
Scrivimi spazio disponibile, consumo indicativo e cosa deve alimentare l’impianto: ti dico che tipo e che misura di serbatoio ha senso, prima ancora del sopralluogo.